Un'associazione per la tutela di villa Zari. La mission del "Baule Verde"

La villa ottocentesca è tuttora oggetto di studio da parte di giovani guide che hanno unito i propri talenti per valorizzare i luoghi della tradizione.

| di Gianfranco Lagonigro
| Categoria: Associazioni
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Sono partiti con l’idea di tutelare la celebre villa Zari, ma il loro obiettivo si estenderebbe a tutti i luoghi della tradizione bovisiana. E’ nata così una nuova associazione culturale, “Il Baule Verde”, fondata a Bovisio Masciago il 10 novembre 2013 su iniziativa di tre giovani: Dario Borgonovo, Chiara Guaragni e Maria Chiara Oltolini. “Il fatto che la data di fondazione coincida con il giorno di San Martino – spiegano i fondatori - una festa ancora molto sentita a Bovisio Masciago, mette in luce lo scopo della nostra associazione: riscoprire le tradizioni del paese per innovarle, captandone il fascino che le rende ancora così attuali”.

Un’associazione che nasce da un’esperienza in comune e in un luogo preciso del nostro territorio, e certi incontri, molto spesso, non avvengono mai per caso. "Ci siamo conosciuti in villa Zari – raccontano i soci – grazie alla comune esperienza di guide, in occasione dell’evento Ville Aperte in Brianza. Questa esperienza, resa possibile da una collaborazione iniziata tra l'Ufficio Cultura del Comune e il proprietario della villa nel 2009, ci ha permesso di maturare una sensibilità particolarmente concreta sul piano della valorizzazione del territorio e del suo patrimonio storico-artistico".
Ben presto si uniranno ai fondatori anche Claudia Noce, Olmo Guagnetti e Paolo Mallamaci, ed insieme daranno vita a una rete che metta in relazione non soltanto i luoghi della tradizione - le ville storiche, i parchi, le case di corte- ma soprattutto le persone, organizzando visite guidate, concerti, mostre fotografiche e danze folkloristiche, valorizzando in questo modo l'intera comunità.

La storica villa di proprietà della famiglia Zari è stata così studiata ed analizzata dalle guide del Baule Verde – grazie soprattutto alla disponibilità dei proprietari – che ne hanno ricostruito la storia a partire da tutto ciò che è custodito al suo interno.
Una storia che hanno voluto condividere con noi, in un piccolo “tour” da loro gestito ed organizzato.

Ad accoglierci ci sono infatti i ragazzi dell’associazione che per l’occasione hanno indossato abiti d’epoca. L’ottocentesca villa - dapprima una casa di villeggiatura - nel corso dei decenni e con la costruzione della fabbrica di produzione del legno nel 1867, è poi diventata una villa di residenza così da permettere ai proprietari di controllare da vicino l’attività della fabbrica.
La stessa fabbrica che durante il conflitto mondiale è stata convertita alla produzione di aerei da guerra.

Il grande parco al suo interno ha un aspetto naturale, quasi misterioso, con piante e alberi secolari diversi tra loro, che lo rendono simile ad un bosco. «Sembra un giardino naturale – commentano le guide “ottocentesche” – ma è stato creato apposta in questo modo. Le piantumazioni sono casuali e non vi è alcun ordine di tipo geometrico o stilistico».

Impossibile non entrare all’interno dei tunnel del parco. E chi se l’aspettava? Tutti collegati tra loro e che conducono alla torretta della villa, la cosiddetta “Cafè Haus” ossia la zona ristoro all’interno del giardino. «La torretta– continua Maria Chiara Oltolini – aveva una duplice funzione. Oltre ad essere una zona ristoro, fungeva anche da punto di osservazione per controllare chi entrava e chi usciva dal paese».

Tra le curiosità che caratterizzano la villa, apprendiamo che fu una delle prime residenze private ad aver utilizzato la corrente elettrica, e che dal 1945 è stata anche la dimora di Enrico Chilò, cittadino bovisiano, deportato a Mauthausen e rientrato in patria il 6 giugno dello stesso anno.

Gli interni della villa – che è tutt’ora abitata -  si presentano in un mix di stile romantico e liberty e mentre le nostre guide ci mostrano i locali, nella sala della musica c’è Paolo al piano forte, che accompagna il nostro tour con le note di Mozart.

Il nostro viaggio si conclude nella cucina, per un caffè, assieme ai proprietari della villa. Un piccolo momento di convivialità, in memoria della storia della nostra città.


(Foto di copertina - da sinistra: Paolo Mallamaci, Claudia Noce, Olmo Guagnetti, Maria Chiara Oltolini, Dario Borgonovo, Chiara Guaragni)

Gianfranco Lagonigro

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