Bea: dopo il nuovo Piano Industriale, la dismissione dalla Regione

Approvato dal Consiglio Regionale una risoluzione per la dismissione degli inceneritori più inquinanti. Quello di Desio è al primo posto in tutta la Lombardia per emissioni di polveri sottili.

| di Gianfranco Lagonigro
| Categoria: Attualità
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Dopo l’approvazione del nuovo Piano Industriale di Bea Spa da parte dei Sindaci dei Comuni di Cesano Maderno, Lentate sul Seveso, Limbiate, Meda, Nova Milanese, Seregno e Solaro, ecco in arrivo un provvedimento della Regione Lombardia che avvierebbe la procedura di dismissione dell’inceneritore di Desio.
Martedì 3 dicembre, infatti, dopo un lungo lavoro di mediazione, il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione che prevede la dismissione di alcuni inceneritori lombardi considerati non più necessari in virtù dell’effettiva produzione di rifiuti urbani residui (RUR), decisamente inferiore rispetto alle capacità degli impianti. La risoluzione si estende anche alle concessioni di nuove autorizzazioni e agli ampliamenti degli attuali impianti di incenerimento.

Ad oggi in Lombardia è in continuo aumento la raccolta differenziata e di conseguenza si sta registrando un progressivo calo della produzione di rifiuto solido urbano. Questi due fattori sono stati più che sufficienti per approvare un’azione graduale di dismissione degli impianti e quello di Bea Spa rientra nella casistica degli inceneritori da dismettere per i motivi appena citati.
Per i Sindaci di cui sopra, invece, questi fattori non erano affatto sufficienti tant’è che l’8 novembre approvarono il nuovo Piano di Bea e che adesso, molto probabilmente, verrà “boicottato” dalla stessa Regione Lombardia.

Veniamo ai dati.
Nel documento approvato in Consiglio si fa riferimento al Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR)  della Lombardia in cui è specificato che la capacità totale di incenerimento degli impianti lombardi nel 2011 è stata pari a 2.521.600 tonnellate annue, con una previsione al 2020 di circa 1.112.361 tonnellate annue. Una diminuzione di oltre il 50% della raccolta del rifiuto solido contro una sovracapacità impiantistica, sempre al 2020, di 1.298.003 tonnellate annue.

Siamo più che soddisfatti – ha dichiarato il Consigliere Regionale Gianmarco Corbetta (M5S), promotore  della risoluzione - per il risultato ottenuto a cui hanno contribuito tutte le forze politiche presenti in Regione. Si tratta di un provvedimento che segnerà una svolta storica nella gestione dei rifiuti in Lombardia. L’aver puntato pesantemente per decenni sull’incenerimento è costato alla nostra regione il primato della raccolta differenziata: eravamo primi 20 anni fa, ora siamo stati superati da Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Piemonte ma potremmo perdere anche il quinto posto in classifica a beneficio della Sardegna e delle Marche! Finalmente con questo provvedimento si volta pagina: dopo il trentennio degli inceneritori, si può aprire l’epoca della raccolta differenziata spinta e del recupero di materia dai rifiuti, a tutto beneficio dell’ambiente e della salute dei cittadini.

A questo punto spetta solo alla Giunta Regionale stabilire tempi e modalità di attuazione del piano di dismissione appena approvato (che potete trovare in allegato, in fondo all’articolo). I criteri per individuare gli impianti da disattivare progressivamente sono contenuti all’interno del documento in questione, che favoriscono la disattivazione degli impianti meno efficienti sotto il profilo ambientale, in coerenza con le direttive europee in materia di rifiuti, risparmio energetico e protezione dell’ambiente.



Legambiente ha recentemente pubblicato un dossier – “Quanto basta?”, in allegato all’articolo - sugli inceneritori lombardi, in cui vengono analizzati tutti gli impianti della Lombardia sotto il profilo dell’efficienza e del rispetto dell’ambiente fino al 2012.  Gli inceneritori più inquinanti per emissione di polveri sottili? In primis quello di Desio, a seguire Busto Arsizio (VA), Cremona e Parona (PV).

Gianfranco Lagonigro

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