No-Pedemontana: la diffida legale da parte dei coordinamenti ambientalisti

La diffida riguarda la questione delle zone ancore contaminate dalla diossina dell'ICMESA.

| di La Redazione
| Categoria: Attualità
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2013

Pubblichiamo di seguito, il comunicato del coordinamento ambientalista "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile" che, assieme ad altri gruppi aderenti, ha inoltrato, a mezzo di uno studio legale di sua fiducia, una diffida legale ad una serie di soggetti responsabili della realizzazione della futura autostrada Pedemontana.
La diffida riguarda in particolare l'annosa questione delle zone ancora contaminate da TCDD (diossina dell'ICMESA) che verranno attraversate dalla pedemontana e la rispondenza alla prescrizione CIPE n° 3.

Il coordinamento ambientalista Insieme in Rete per Uno Sviluppo Sostenibile, che dal 2007 segue l’iter di Pedemontana, in questi ultimi mesi si è attivato anche con una serie di incontri con i Sindaci delle tratte interessate da una delle criticità ambientali più rilevanti dell’intero tracciato della futura autostrada, la contaminazione da TCDD (diossina Icmesa).
La realizzazione dell’opera in questa tratta comporterebbe la movimentazione di grandi quantitativi di terra dove si è depositata la sostanza tossica fuoriuscita in cospicui quantitativi in occasione dell’incidente del 1976: questa evenienza avrebbe come conseguenza la dispersione nell’area delle molecole di TCDD – nocive per la salute umana – con conseguente aumento del rischio di contrarre malattie nella popolazione residente, già fragile a causa dell’esposizione al citato incidente.
Sembra che l’opera Pedemontana sia stata progettata in assenza di attenzione a questo aspetto di estrema delicatezza e importanza.
Per questo, su questo aspetto, si sono concentrate molte delle azioni del coordinamento ambientalista sia attraverso le Osservazioni presentate al Ministero nella fase di approvazione del progetto, sia attraverso l’azione di difesa del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.
Bosco delle Querce che, in una prima elaborazione del progetto definitivo, sarebbe stato sbancato per una porzione di 7 ettari sui 40 complessivi: una ferita irrimediabile che è stata poi parzialmente evitata (anche per le pressioni ambientaliste) con la revisione del progetto stesso per questa parte del tracciato di Pedemontana che ha ridotto a 2 ettari il danno sul Bosco.
Lo sbancamento del Bosco delle Querce per realizzare l’autostrada Pedemontana– pensato in grande scala e poi ridimensionato – è il segno di una progettazione non rispettosa del territorio umano e naturale.
Anche per questo motivo Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile continua a evidenziare la sua contrarietà al proseguimento dell’opera, che ha sempre ritenuto inutile e dannosa.
Tanto più ora che la realizzazione della prima tratta (la A, da Varese fino a Lomazzo in fase ormai di completamento) sta mettendo a nudo i forti limiti dell’opera stessa e ha provocato profonde ferite nel territorio, tradendo tutte le promesse di essere un infrastruttura accompagnata da opere di compensazione ambientale capaci di risarcire l’ambiente del danno prodotto dal cemento e dall’asfalto.
Il Bosco delle Querce è il monumento che ricorda alla comunità umana il danno che lo sviluppo è in grado di generare e l’importanza del suo risarcimento.
E’ un simbolo di rinascita e di rispetto e al contempo conserva nel suo ventre (due vasche costruite con perizia ingegneristica e grandi costi) il pericoloso veleno che ha contaminato il territorio brianteo, con particolare ricaduta sui comuni di Seveso, Meda, Desio, Bovisio Masciago e Cesano Maderno.
La diossina tuttavia non è racchiusa solo nel Bosco delle Querce, o meglio al di sotto del suo strato bonificato a mezzo dell’asportazione dell’intero livello superficiale del terreno fortemente contaminato (fino a circa 50-60cm) con successivo riporto di terra “pulita”.
La diossina si è depositata su ampie porzioni del territorio, non ritenute però contaminate al punto da renderle invivibili (ex zona B ed R) e pertanto mai bonificate secondo le metodologie tecniche applicate all’area del Bosco delle Querce. Aree rimaste altresì abitate.
Qui la diossina è ancora presente nel terreno a profondità variabili ma prevalentemente nel cosiddetto Top Soil (fino a 15 cm) con la necessità d’ulteriori analisi e campionamenti d’approfondimento e anche qui, è evidente l’esistenza del rischio esposizione alla TCDD insito nella movimentazione terra per realizzare l’autostrada e le opere di viabilità complementare.
Consapevole di questa criticità, il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione economica) ha formulato una prescrizione – la terza in ordine di priorità sulle più di trecento depositate - che, in virtù delle già accertate contaminazioni basate sulle analisi del 2008, obbliga Pedemontana ad ulteriori analisi ambientali per la caratterizzazione, cioè la delimitazione areale, dei terreni contaminati.
Questo passaggio è propedeutico alla redazione del progetto esecutivo, anche per gli aspetti finanziari qualora si rendano necessari, come è presumibile, interventi di bonifica sulle aree contaminate attraversate dall'autostrada.
Ma, mentre si annuncia la presentazione ufficiale del progetto esecutivo relativo alla Tratta B2 e C, quella che interessa i comuni di Lentate sul Seveso, Meda, Barlassina, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio, non risulta sia stata ancora effettuata una campagna di analisi ambientali supplementare certificata da Arpa, con ricerca di diossina TCDD così come da prescrizione CIPE n°3.
Nessuna conseguenza, per altro, ha sinora avuto per la mozione, predisposta anche con il supporto di Insieme in Rete, e approvata all’unanimità in Consiglio Regionale nel novembre 2013, che, di queste analisi, chiede l'estensione delle stesse anche al territorio del Comune di Desio.


Consultando lo studio legale Ribolzi, Cocco e Salomoni di Milano, con il supporto del penalista Avv. Palumbo, Insieme in Rete, ha elaborato un’istanza giudiziaria di partecipazione al procedimento e di diffida nei confronti dei diversi soggetti responsabili o coinvolti nell’attuazione dell’opera. La diffida è stata firmata da associazioni aderenti ad Insieme in Rete (WWF Regionale, Legambiente Seveso, La Puska di Lentate S/S) e da un cittadino (Alberto Colombo, a rappresentare Sinistra e Ambiente di Meda, pure di Insieme in Rete) ed è stata sottoscritta, per le specificità delle problematiche relative al tracciato ed emblematiche della storia ambientale del territorio attraversato da Pedemontana, anche dai Sindaci di Seveso e di Desio.

L’atto è stato indirizzato a Pedemontana-APL, CAL, Regione Lombardia e Osservatorio Ambientale, Provincia di MonzaBrianza, Ministero dell’Ambiente, Ministero delle Infrastrutture, CIPE, ARPA, Strabag e, per conoscenza, alla Prefettura di Monza e alle Preture di Monza e di Milano.

La diffida ricorda ai soggetti interessati, la necessità di dare rispondenza alla prescrizione CIPE n° 3 che, in virtù delle già accertate contaminazioni basate sulle analisi del 2008, obbliga Pedemontana ad ulteriori analisi ambientali per la caratterizzazione, cioè la delimitazione areale dei terreni contaminati. Questo passaggio è propedeutico alla redazione del progetto esecutivo, anche per gli aspetti finanziari qualora si rendano necessari, come è presumibile, interventi di bonifica sulle aree contaminate attraversate dall'autostrada. Ricordiamo che su questa delicata questione, è stata inoltre approvata all’unanimità anche una mozione in Consiglio Regionale che, oltre a rimarcare la necessità di queste analisi, chiede l'estensione delle stesse oltre che alla tratta B2 anche al territorio del Comune di Desio. Il coordinamento Ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

La Redazione

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