Clonazione Bancomat. Come avviene e come difendersi?

A Bovisio denunciati quattro casi di clonazione presso l'ufficio postale. Alcuni suggerimenti per difendersi dalla truffa elettronica.

| di Gianfranco Lagonigro
| Categoria: Cronaca
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Settimana scorsa sono stati denunciati quattro casi di clonazione bancomat dallo stesso sportello esterno. I prelievi, effettuati a cavallo di lunedì e martedì scorso, ammontano a circa 700 euro per ciascun conto corrente, in barba ai titolari del conto che si sono ritrovati sottratti somme destinate al proprio risparmio. I titolari dei bancomat, nel momento in cui si sono accorti degli ammanchi sul conto corrente hanno subito  verificato gli estratti conto che mostravano capienti prelievi che non avevano effettuato. Scoperta la truffa, i titolari delle carte hanno poi denunciato il fatto alle autorità. I bancomat sono stati clonati probabilmente allo sportello prelievi dell' ufficio postale di piazza Bonaparte a Bovisio Masciago.

A seguito di questi casi, presentiamo alcune nozioni fondamentali sul metodo di clonazione ed alcuni suggerimenti utili a difendersi da questa truffa.

Come avviene la clonazione del bancomat? 
Il metodo più utilizzato è il cosiddetto "skimming" (strisciata), ossia la manomissione dei distributori automatici di denaro contante degli istituti finanziari, leggendo la banda magnetica della carta e rilevando il pin tramite una piccolissima telecamera installata sullo sportello stesso.

La tecnica, eseguita da truffatori esperti ed ingegnosi, consiste nell'applicare sulla fessura riservata all'inserimento della carta, un apparecchio alimentato a batteria in grado di leggere la banda magnetica della carta inserita e una microcamera, anch'essa alimentata a batteria, collegata ad una scheda di memoria o, come già avvenuto, direttamente al notebook del truffatore non tanto distante dal luogo.

In questo modo, mentre la carta viene risucchiata dallo sportello per procedere alle operazioni, l'apparecchio applicato legge la banda magnetica registrandone i dati impressi.
A questo punto, manca soltanto il PIN segreto ed è qui che entra in gioco la microcamera, collegata in remoto ad una scheda di memoria. Il truffato digita il codice segreto e la "clonazione" si conclude ricopiando i dati della banda magnetica e il pin su un'altra carta "ibrida" e cioè contraffatta.


Oltre alla microcamera, i truffatori ricorrono ad un altro sistema: applicare sul tastierino numerico un'altra tastiera delle stesse dimensioni che registra tutti i numeri digitati. Anche questo meccanismo prevede un'alimentazione a batteria (tipo quelle degli orologi da polso ma un po' più grandi) e un collegamento ad una scheda di memoria.

Come difendersi dalle clonazioni dei bancomat?
Innanzitutto ci vuole molta accortezza da parte dei titolari della carta! Questa regola è fondamentale, se non l'unica.

E' bene verificare che lo sportello bancomat non presenti anomalie o strane lesioni all'altezza della fessura del bancomat. A volte sono presenti tracce di colla sui bordi della fessurina, oppure la stessa fessura ha un aspetto piuttosto "pasticciato".

Verificare l'aderenza del tastierino numerico al corpo dello sportello bancomat. Spesso queste tastiere sono semplicemente incastrate tra i bordi della tastiera originale.

Accertatevi che non vi siano fori anomali all'interno dello sportello (spesso i fori servono alla microcamera per la ripresa del codice) e coprite con la mano libera o il portafogli la digitazione del PIN, tenendo in considerazione che le microcamere possono essere installate non soltanto in alto ma anche sui lati dello sportello, pertanto, massima accortezza.

Il video trasmesso dai Carabinieri di Roma è molto utile a capire il funzionamento di questa truffa.

 

Gianfranco Lagonigro

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