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Pedemontana: calpestati i diritti dei cittadini

Amministrazioni tenute all' oscuro e comitati ignorati: Pedemontana continua la sua corsa e tratta i cittadini come mosche, trincerata dietro il muro del silenzio, attraverso la propaganda e la sottile arte di ignorare.

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I quotidiani riportano solo una parte dei fatti, la facciata dietro la quale sono nascoste le rovine, sotto la quale le fondamenta crollano, insieme ai nostri diritti. I cittadini vengono ignorati quando chiedono riscontri e spiegazioni, per essere chiamati in causa solo nel momento in cui ci sarà da battere cassa.
Perché l’autostrada la pagheremo noi e senza sconti. L’enorme colata di cemento (87 chilometri di autostrada e 70 Km di nuova viabilità locale, per un totale di 157 Km) stravolgerà la morfologia del paesaggio e apporterà sensibili peggioramenti alla qualità della vita dei residenti nei comuni coinvolti.

Inquinamento acustico, atmosferico e congestione del traffico provocata dall’aumento dei volumi di transito (a tale proposito si prevedono circa 80.000-106.000 veicoli al giorno) e dalla presenza di un raccordo a “collo d’oca” tra le tratte B2 e C a Cesano Maderno/Bovisio Masciago. Oltre alle strozzature presenti a Nord di Lentate (Comasina) e a Sud di Bovisio (ingresso/uscita verso Milano della superstrada Milano-Meda). Immaginate il divertimento nelle ore di punta: potrete finalmente terminare i “Fratelli Karamazov”, o avere narici tanto linde da poter intravedere il cervello e una manicure a regola d’arte.
Non solo, l’autostrada inciderà in maniera rilevante anche sui nostri già esausti portafogli. Oltre al danno, quindi la famosa beffa.

I PEDAGGI - Il nuovo sistema dei pedaggi avrà portali elettronici su tutte le rampe, ogni entrata e uscita sarà monitorizzata, non ci saranno sconti, nemmeno per i residenti e il prezzo non sarà basso. La tratta B2 avrà una tariffa pari a 0,122€ + 20% IVA al km, cioè 0,15€/km, la tratta C sarà ancora più cara (0,141€+20%IVA al km). Andare e tornare da Bovisio a Seveso (sono 4 km) costerà €1,20.
Ho una sorta di deja-vu che mi risuona in testa e fa più o meno così: “Chi siete? Dove andate? Cosa portate? Sì, ma quanti siete? Un fiorino!”.
Nel 2010 l’ingegnere Umberto Regalia, allora direttore di Pedemontana, aveva assicurato che questo sistema Free Flow, avrebbe garantito equità all’utente. L’equità è però piuttosto relativa dato che gli utenti, in modo particolare i pendolari della Milano-Meda, si vedranno decurtare dalle entrate circa 50-60 euro al mese (si stimano dai 2 ai 3 euro al giorno) per percorrere una tratta ad oggi gratuita. 
Insomma, per andare a lavorare si dovrà pagare la vecchia strada. In pratica, “Una nuova ed ulteriore tassa diretta sullo sviluppo economico produttivo che ha caratterizzato i territori della Brianza”, come la definiscono i comitati dei cittadini nelle proteste.
In questo modo l’autostrada, con i suoi 98,84 Km a pedaggio, garantirà al gestore un introito annuo di circa 589,7 milioni di euro, grazie a tariffe di ben tre volte superiore a quella di Autostrade per l’Italia S.p.A.

TRANQUILLI - In un articolo pubblicato su “Il giornale.it” il 30/03/2013 si legge: “Ora che lo stallo finanziario è stato sbloccato, l’amministratore delegato di Pedemontana Marzio Agnoloni, presidente anche di Serravalle (la società che ha deliberato l’aumento di capitale), è convinto che si innescherà un meccanismo virtuoso. “Mentre eravamo al lavoro per risolvere le questioni finanziarie,-sono le parole dell'avvocato multipoltroniere Agnoloni- i cantieri sono andati avanti senza perdere tempo. E man mano che si apriranno le tratte, aumenterà la voglia di investire da parte del mercato finaziario”. Ovvio. Certo non stupisce che gli introiti dei pedaggi-salasso facciano gola agli investitori futuri, certi o eventuali.

Meno male, e io che stavo così in ansia per loro, finalmente dormirò più tranquilla.

LE PROTESTE - In vista quindi del suddetto aumento di capitale da parte di Serravalle e Cal, e del conseguente avvicinamento alla realizzazione del progetto, risulta più che mai necessario riportare alla luce le semplici ma essenziali questioni sollevate dai comitati di cittadini che Pedemontana S.p.A. si ostina, da anni, ad ignorare.
Di tali questioni troviamo esempi illuminanti in diversi esposti, ad esempio nella lettera aperta inviata ai giornali dai comitati Cives Seveso, Cives Bovisio Masciago e l’Associazione “Noi per Cesano”, pubblicata sul sito SEL circolo di Cesano Maderno e datata 11 aprile 2011. In questa lettera leggiamo tra le altre cose:

“I Comitati Cives Seveso, Cives Bovisio Masciago e l’Associazione “Noi per Cesano”, che da anni sono impegnati ad informare la cittadinanza e le istituzioni dello scempio ambientale che la realizzazione di Autostrada Pedemontana Lombarda comporterà per il territorio ed in particolare per la tratta B2, sono stufi di essere derisi da Amministratori irresponsabili che, parlando della nuova infrastruttura sempre dipingono scenari idilliaci: “Tutto bene, nessun problema!”.
Niente affatto!! Di problemi ce ne sono eccome, ma nessuno vuole ammetterne l’esistenza e soprattutto la gravità! Vergogna!
“E’ l’ennesima bugia! Basta essere presi in giro! Pedemontana avrà un impatto devastante e stravolgerà per sempre non solo la vi
abilità locale e sovra comunale ma la vita di tutti i cittadini!!” […]“E’ insopportabile l’atteggiamento di sufficienza, insolenza e arroganza con cui i vertici di Autostrada Pedemontana Lombarda e le massime istituzioni lombarde si ostinano a nascondere la verità delle cose, tacendo volutamente o minimizzando le gravi problematiche che tale passaggio comporta.”
E ancora:
“Il quadro è ancor più sconvolgente e preoccupante sul versante “diossina”: i risultati dei campionamenti effettuati nelle aree interessate dall’incidente tra Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Meda e Desio, dove la bonifica è stata solo superficiale, parlano chiaro […]gli esiti allarmanti dei campionamenti hanno spinto il CIPE, nel novembre 2009, a prescrivere “ulteriori indagini dettagliate” e approfondimenti su tutta la tratta. Sappiamo bene, del resto, che le rampe della Superstrada Milano – Meda non sono mai state bonificate e che il movimento terra legato ai lavori di cantierizzazione e realizzazione creerà ulteriori danni alla salute di lavoratori e residenti, perché solleverà la diossina presente nel terreno e i cui effetti negativi, come dimostrano recenti pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, ancora perdurano a 35 anni di distanza dall’incidente.”

E infine:
“Sono anni che lottiamo contro questo progetto e le istituzioni che a vari livelli lo avvallano, con affermazioni gravi e imbarazzanti, divenendo complici di uno scempio devastante e dissennato del territorio, dettato da interessi particolari di pochi e a danno di tutti!Contaminazione del SevesoQuelle stesse istituzioni che dovrebbero farsi garanti della qualità progettuale delle scelte a tutela della collettività, ignorano o fingono di non conoscere le istanze dei cittadini, cui omettono di dare risposte coerenti ed efficaci, anziché promuovere soluzioni condivise.”

Un altro esempio è il ricorso al tar della regione Lazio, tuttora pendente e che chiede l’annullamento dell’approvazione del progetto definitivo dell’opera perché manifestante vizi procedurali amministrativi e violazioni sostanziali della normativa ambientale di settore. (Il documento di ricorso per intero e in sintesi è consultabile sul sito “Noi per Cesano”).

Come non citare poi la reazione del sindaco di Desio in una lettera di diffida al presidente della società Maurizio Salvatore Lombardo, come conseguenza al silenzio di mesi da parte di Pedemontana, pubblicata su “Il Giorno” il 27/03/2013. In questa lettera il sindaco Corti e l’assessore alle infrastrutture Cassanmagnago diffidano la società a “Dare luogo a qualsiasi procedura di approvazione del progetto esecutivo o di cantierizzazione dell’opera nel territorio di Desio”.

Vi sono poi altre lettere (l’ultima risale al 18 aprile di quest’anno) inviate sempre dai comitati ai sindaci dei comuni che saranno coinvolti nella costruzione della tratta B2 dell’autostrada, vale a dire Bovisio Masciago, Desio, Cesano Maderno, Baruccana, Meda, Seveso e Lentate sul Seveso, ugualmente passate sotto silenzio.

QUINDI? - L’arte di ignorare è antica e per nulla complicata, può essere utilizzata anche dalle menti più semplici. Si basa sulla pazienza e sulla speranza che l’avversario ceda per stanchezza, rassegnazione o irritazione. La complessità di ottenere una risposta da chi non vuole nemmeno ascoltare la domanda è elevata. Chi si raggomitola su una comoda e costosa poltrona con le dita nelle orecchie mentre canticchia a voce alta è davvero molto irritante. Mi auguro solamente, a questo punto che i residenti della tratta incriminata non si ritrovino all’improvviso con un camion e una ruspa nel giardino a scuotere la testa e pensare “Non ci resta che piangere…”.

Nell'immagine a destra la mappa della contaminazione del Seveso, nel 1976

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