Provarci 2.0

Relazioni interpersonali negli anni '10

| di Stefano Carpedi
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Qualche giorno fa ho rivisto con piacere il film dedicato al noto social network “facebook”. Il film non è malissimo e nel rivederlo continuavo a chiedermi - Che senso ha questo film? -. Vorrei tanto capire le ragioni del protutore in primis di fare un film del genere. È inutile che mi parliate di morale sociale, evento globale e altre cose simili, perché io di questo film ho capito una cosa sola su facebook (abb. fb), cioè che il successo del sito è dovuto alla facilità con cui si poteva “rimorchiare”. Uso apposta il passato perché ora, provare a cuccare su facebook è da sfigati o possibili futuri protagonisti di Catfish. Lo ammetto, anche io ho cuccato su facebook, ma poco e male, se mi può giustificare in qualche modo.

Noi della generazione 2.0 siamo i pionieri di questo modo di “provarci”, non utilizziamo più le piazze urbane ma quelle sociali o mediatiche che dir si voglia. Preferiamo censurare i nostri difetti e azzerare la nostra timidezza dietro uno schermo, rafforzandoci attraverso una tastiera, così facendo ogni chat diventa buona.
Proprio così, qualunque luogo che permetta una discussione online tra persone, meglio se perfettamente estranee tra loro, diventa un luogo dove ragazzi e ragazze tra i 14 e 99 anni possono provare a cercare l’anima gemella, nella speranza di almeno una notte di amore sfrenato che nemmeno un interprete di film hard.

Se vivi poi in un paesino piccolo come Bovisio Masciago, la cosa si fa più complicata. Tutti conoscono tutti, si è vittime di pettegolezzi e i luoghi di ritrovo sono sempre troppo affollati per poter avere una atmosfera romantica.

Facebook rimane l’esempio più eclatante, ma prima di quello ci sono centinaia di chat. Ci sono quelle a pagamento, che si pubblicizzano in televisione, quelle a pagamento che mettendo aggettivi anglofoni come “hot” e “hard” evitano di passare sui piccoli schermi privilegiando la formula pop-up. La cosa più divertente dei siti di incontri a pagamento (cioè che a essere a pagamento è il sito e non l’incontro, forse) è che ce ne sono di tutti i generi, per anziani che cercano anziane e viceversa, ma anche per ultra sessantenni che cercano ventenni.
Poi ci sono tutte le brutte copie di facebook e qualche altro sito che con orgoglio vanta di essere nato prima del social network blu e di essere migliore.
Google + (pronuncia: “gugol plas”) invece è la dimostrazione che nonostante sei una delle aziende più grandi del settore informatico,  se non crei un luogo dove mi rendi facile la vita sessuale non vali nulla.

Oltre a internet, grazie agli smartphone (che da ora in poi chiamerò smartyfonzi perché se ce l’hai sei come “Fonzie”), alcune app hanno avuto successo grazie alle loro chat. Tra questi inserisco “Ruzzle”, un giochino dove devi mettere insieme delle lettere creando combinazioni di parole sensate guadagnando punti.
Il successo di ruzzle non è dovuto solo al gioco di per sé, ma al fatto che puoi sfidare giocatori a caso o gli amici di facebook, ma anche in una simpatica chat da utilizzare per scambiarsi consigli e strategie di gioco, o almeno così credevo.
Infatti mentre sfido “LYUKIGNO99” mi arriva un messaggio in chat:
LYUKIGNO99: “6 maskio o fem… ?”
IO : “ maschio ”
Il mio avversario scompare, io ci rimango male e mi rendo conto che sono diventato protagonista di una nuova forma di linguaggio.
La mia euforia da giovane Darwin continua mentre mi rendo conto che Lyukigno99 mi ha lasciato vincere la sfida perché non ero il suo tipo, del tipo “vincere è un atto di seduzione, perdere non conta nulla se alla fine non ti aiuta a trombare”.

Indagando scopro che esiste una specie di galateo da rispettare per questo genere di approccio:
Parte 1 - scoprire le generalità
Chiedere all’avversario il suo genere sessuale;
Parte 2 – scoprire l’età
Chiedere al giocatore l’età, ma senza chiedere la cifra direttamente e soprattutto senza far capire quale sia la propria età;
Parte 3 – scoprire da dove proviene l’avversario
Anche qui come nella parte 2 bisogna estorcere informazioni senza rendere note le proprie;
Parte 4 – cercare la verità
Ottenere i contatti per passare a una chat che ci possa mostrare quanto è attraente la controparte.

Un elemento fondamentale della chat di ruzzle è  la forma di scrittura e come vengono estorte le informazioni necessarie a raggiungere l’obbiettivo. Infatti, a seconda delle abbreviazioni, degli errori grammaticali, delle figure retoriche e dalla quantità di cappa e puntini che si inseriscono, i chat-nauti avversari capiranno molte cose di voi. Se partite già chiedendo: “Ho la cortese possibilità di dialogare con una pulzella o un guascone?”, partirete già svantaggiati rivelando di essere vecchi, appassionati di cultura medievale e di leggere questo blog.

Sembra che tutto il progresso tecnologico serva solo ad aiutare gli uomini e le donne nella soddisfazione del loro bisogno sessuale, Newton voleva fare solo meno fatica, Edison essere sicuro di scegliere bene, Leonardo voleva rendere tutto più efficiente e Darwin giustificare alla moglie certi suoi strani gusti…

L’altra cosa che penso e mi dà una certa tristezza è sapere che per flirtare in questo nuovo “mondo” devi esserci nato e la semplice differenza di un paio di anni crea un varco generazionale che nemmeno lo stargate  potrebbe riempire.


Alla fine, dopo giorni di allenamento e di vittorie su ruzzle, inizio a chattare con Vikotira.
Io: “ M o F”
V: “Femmina”
Io: “Giovane o matura”
V: “Quasi marcia…”

Stefano Carpedi

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