Pedemontana risponde sulla questione diossina. In parte.

Comunicazione sulla questione dell’area ex-Icmesa da parte della Società Autostradale ai sindaci della tratta B2 con Desio e Bovisio.

| di Alessia Piperi
| Categoria: Territorio
STAMPA

In data 18 luglio 2013 è arrivata una lettera da Autostrada Pedemontana Lombarda in risposta ai dubbi che il 10 giugno le Amministrazioni comunali di Seveso, Meda, Cesano Maderno, Desio, Barlassina, Lentate sul Seveso e Bovisio Masciago avevano espresso in  due lettere indirizzate a Regione Lombardia e alla Società Autostradale Pedemontana S.p.A., in merito alla questione diossina lungo il tratto autostradale denominato B2. Un tratto che sarà realizzato (ma solo se compariranno i finanziamenti) in parte sui terreni toccati dall’incidente Icmesa del 1976 e ad oggi ancora contaminati. Di queste missive abbiamo parlato in un nostro precedente articolo.
Tra le richieste di delucidazioni, rivolte alla Regione e a Pedemontana, vi erano domande riguardanti la sicurezza e la salute dei cittadini, la chiarezza e la condivisione dei risultati dei sondaggi geognostici sul territorio, l’aggiornamento sulle analisi e un maggiore coinvolgimento delle Amministrazioni comunali nella divulgazione sui progressi dei lavori.

La risposta.
Infine la risposta è arrivata. Sembrerebbe alquanto smilza, non esattamente esaustiva secondo l’opinione di diversi cittadini da sempre schierati contro la realizzazione del progetto definitivo, però è arrivata. Dopo le numerose interrogazioni e mancate considerazioni, questa volta un minimo di riguardo è stato posto.
Accogliamo questa letterina a braccia aperte, nella speranza che presto possa essere seguita da altre, magari un tantino più polpose e dettagliate.
In breve, la suddetta missiva riporta le rassicurazioni di Società Pedemontana Lombarda S.p.A. sul fatto che i lavori per la realizzazione della tratta B2 che interessa le aree contaminate dalla diossina (aree denominate A, B ed R in seguito all’incidente Icmesa), si svolgeranno con la dovuta cautela e nel pieno rispetto delle normative ambientali. Ovviamente. Pedemontana sottolinea altresì di aver richiesto ad Ati Strabag (l’appaltatore dei lavori) di approfondire ,in fase di cantierizzazione, tutte le opportune analisi, allo scopo di preservare la salute dei cittadini residenti in prossimità delle aree interessate dai lavori e salvaguardare i lavoratori coinvolti.
La società tiene inoltre a precisare che tutti i risultati delle indagini effettuate nel corso del 2008 e validate da ARPA Lombardia sono già inserite nel progetto definitivo agli atti delle Amministrazioni comunali e degli Enti d’indirizzo, mentre le indagini che Ati Strabag ha eseguito nel 2012 e che non sono state validate da ARPA, saranno inserite nel progetto esecutivo delle tratte B2 e C, tuttora in corso di elaborazione. Infine, ammette che le indagini finora eseguite non risultano sufficienti ne tantomeno esaustive ai fini di una eventuale risoluzione del problema e che quindi sono in previsione altre analisi, da sottoporre in seguito alla validazione di ARPA Lombardia.
Nel tardo pomeriggio di giovedì 25 luglio i sindaci della suddetta tratta, unitamente ai primi cittadini di Desio e Bovisio Masciago, hanno organizzato quindi una riunione per prendere atto e analizzare le affermazioni di Pedemontana.

Le considerazioni del sindaco.
Emanuele Galimberti, sindaco di Bovisio Masciago ha dichiarato: “Autostrada Pedemontana Lombarda ha risposto alla lettera dei sindaci riguardo alla necessità di fare indagini sul suolo non bonificato dopo la diossina di Seveso. Dovremmo essere moderatamente soddisfatti, nella speranza che quanto ci viene annunciato diventi realtà a tutti gli effetti. Purtroppo Bovisio Masciago non ne esce benissimo: perché APL si è premurata di inviare a tutti una copia del verbale di un incontro del luglio 2008 sullo stesso tema a cui l’amministrazione comunale precedente non si era proprio presentata. Né l’ex assessore all’Ambiente Giuliano Soldà che ora si erge a paladino della difesa del suolo e dei cittadini, né l’ex sindaco Giuseppina Stella, né l’ex vicesindaco Ernesto Artuso che aveva le delega ai Lavori pubblici. Nessuno di loro si era interessato a una questione tanto importante. Lo trovo imbarazzante”.

Allegato alla lettera, nella quale APL domanda a tutti i Comuni di offrire la propria disponibilità in merito all’attivazione di tavoli tecnici di confronto, vi è un verbale dell’incontro avvenuto il 7 luglio 2008 presso la sede della Direzione Qualità dell’Ambiente della Regione Lombardia tra gli enti interessati e la società stessa. Tale incontro era finalizzato all’esame congiunto dei risultati del “Piano di indagini preliminari sull’area ex-Icmesa” e dal documento risultano presenti i responsabili della Regione Lombardia, Arpa, APL, Provincia di Milano e i Comuni interessati, tranne Bovisio Masciago e Meda, l’ASL della Provincia di Milano 3 e la Fondazione Lombardia per l’Ambiente. 

Tutti presenti, afferma Galimberti in un comunicato stampa, “Ma non Bovisio Masciago, perché ha scelto di non partecipare alla riunione. Assente la parte politica che ora sostiene la necessità di bonificare il terreno, così come quella tecnica che forse non era stata delegata a partecipare. Eppure la riunione era molto significativa. Si parlava di un tema importante soprattutto per la salute dei cittadini ma anche per il futuro di Pedemontana. In quell’incontro i nostri precedenti amministratori avrebbero appreso che Arpa confermava il superamento dei limiti. Avrebbero sentito che Regione Lombardia sosteneva la necessità di fare ulteriori approfondimenti per circoscrivere le zone interessate dal superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione. Soprattutto avrebbero potuto esprimere il loro parere a tutela di tutta la comunità, invece di alzare ora la voce dai banchi dell’opposizione con cinque anni di ritardo, facendo quasi dubitare del buon operato altrui”. E prosegue: “Ma come? Io sono lo scellerato che non ha voluto partecipare all’assemblea di Bea, nella quale i Comuni di sinistra eccetto Desio hanno approvato un piano industriale che è stato successivamente criticato da tutti: poi scopro che loro non hanno preso parte all’incontro in Regione su un tema che definiscono oggi così importante quale quello di Pedemontana e della diossina. Ma si rendono conto della differenza che esiste tra ciò che dicono e ciò che fanno?”.

A tal proposito abbiamo domandato all’ex Assessore all’Ambiente Giuliano Soldà, quale fosse la sua opinione sulle affermazioni del Sindaco e se avesse una spiegazione riguardo la mancata partecipazione all’incontro. Soldà spiega di come Bovisio Masciago, a partire dal 2008, sia stato volutamente escluso da alcuni tavoli tecnici per avere pubblicamente dichiarato la sua contrarietà all’opera nella maniera in cui era stata strutturata. Inoltre, la nostra città è stata esclusa dalla tratta B2 con la motivazione ufficiale, dichiarata dall’Ing. Umberto Regalia, in quanto situata proprio nel mezzo tra la tratta Lentate sul Seveso-Cesano Maderno e l’inizio della tratta C. Sullo svincolo dipendente da Serravalle S.p.A che è proprietaria del tratto di congiunzione tra pedemontana e la Milano-Meda. “Proprio per questo motivo non siamo stati invitati ad alcuni tavoli tecnici, lasciati in disparte perché le modifiche proposte da Bovisio avrebbero messo in discussione l’intera tratta e di conseguenza messo in difficoltà i sindaci dei comuni a Nord. Inoltre Pedemontana ha fatto, al dicembre 2009, 242 incontri istituzionali, 26 incontri pubblici e 497 incontri tecnici. Bovisio ha partecipato a tutti gli incontri di competenza, istituzionali, pubblici e tecnici per la parte che gli competeva”, ha precisato Soldà.

Dalle dichiarazioni dell’ex Assessore si evince che la Giunta Stella, non solo ha partecipato a tutti i collegi di Vigilanza a cui era stata chiamata, ma si è anche premurata di esaminare tutti gli atti e le procedure per l’approvazione del progetto Pedemontana e di comunicare tale progetto alle persone, illustrando la situazione anche attraverso l’organizzazione di iniziative pubbliche. Si è preoccupata di convocare il Consiglio Comunale dedicato alle osservazioni sul progetto preliminare e su quello definitivo della società autostradale. Purtroppo, a causa dell’ostinazione con la quale ha sostenuto le proposte di miglioramento e i propri ideali contro il mancato rispetto per la salute dei cittadini, si sono aperti con Pedemontana dei conflitti che hanno portato Bovisio alla sua esclusione.

Per di più, nonostante la passata Amministrazione avesse sempre sostenuto, in collegio di Vigilanza, i sindaci della tratta B2 sulle proposte di miglioramento, nel momento in cui Pedemontana ha proposto una monetizzazione, tutti hanno accantonato le richieste della nostra città e iniziato a litigare tra loro sulle percentuali in cui il denaro andasse distribuito. “Bovisio – precisa Soldà- è rimasta sola a sostenere la non monetizzazione, la necessità di modifica della struttura viabilistica e le compensazioni a verde lungo le tratte e alle opere connesse con la sicurezza viabilistica, come il Campo della Protezione Civile, invece della mercificazione delle opere pubbliche, vale a dire la sistemazione di scuole, oratori, fontane eccetera, che nulla hanno a che vedere con l’autostrada e creano le premesse per una distorsione di danaro pubblico.
Di contro
–continua- una cosa il Galimberti l’ha fatta: il ricorso al Tar per acquisire una fetta dei soldi di Pedemontana”.

Bovisio infatti, estromessa da Pedemontana nel 2008, non era stata contemplata nella spartizione dei 60 milioni, frutto dei risparmi ottenuti con la modifica del progetto definitivo a discapito dei residenti lungo la B2. Un risarcimento, se mai si farà vedere, che servirà più che altro a placare gli animi delle Amministrazioni comunali piuttosto che risolvere il nodo viabilistico di Bovisio Masciago a cui tra l’altro, parrebbe spettare solo l’1% del totale. Vale a dire circa 600 mila euro su 60 milioni. Briciole. L’importo necessario alla realizzazione di una rotonda. Una richiesta di risarcimento che, sebbene non dovesse mai arrivare, ha comunque compromesso le richieste di modifica del progetto e la possibilità di tutelare il territorio e i suoi cittadini.

Per concludere, Giuliano Soldà sottolinea che “il sindaco ha partecipato alla richiesta di informazioni perché ormai costretto dagli eventi e in passato non ha mai partecipato ai lavori dei collegi di Vigilanza o ai numerosi incontri dei comuni della tratta B2. Per di più ha sempre risposto in maniera negativa alle interrogazioni, interpellanze  dei consiglieri comunali che chiedevano la pubblicizzazione dello stato di avanzamento del progetto pedemontana, Alle osservazioni di modifica del PGT sull’area I4 (via Desio) per non creare la torre di 17 piani sfruttando un’area agricola e la verifica preliminare della diossina. Ha risposto no persino ai comitati che chiedevano incontri ed iniziative pubbliche e sui giornali ha preso per i fondelli i cittadini che hanno acquistato le case attorno a Pedemontana per arricchirsi. Sul Giornale di Desio di martedì 30 Luglio 2013 ha dichiarato che la Giunta Stella ha omesso la partecipazione ai lavori del Collegio di Vigilanza dichiarando il falso”.

In tutto questo restano ancora delle domande che non hanno avuto risposta, curiosità lasciate senza soddisfazione e che così resteranno fino all’ultimo: l’autostrada si farà? Fino a dove arriverà? Si troncherà per mancanza di fondi e andrà ad immettersi in una superstrada che non potrà sostenere il volume di traffico stimato? Siamo soli nell’Universo?

Alessia Piperi

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