"Insieme in Rete" presenta alla Regione un'osservazione per il Piano d'Area sull'autostrada Pedemontana

"Vincolo di inedificabilità ai lati della Pedemontana, dei suoi svincoli e delle opere complementari". Il comunicato del coordinamento ambientalista Insieme in Rete.

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Il coordinamento ambientalista Insieme in Rete, nell'audizione della V Commissione Regionale Territorio e Infrastrutture, tenutosi in Regione Lombardia il 19 settembre scorso, aveva avanzato, tra le varie richieste, anche quella di un Piano d'Area lungo il tracciato dell'autostrada Pedemontana.

In Regione Lombardia con la pubblicazione sul BURL, Serie Avvisi e Concorsi, n. 28 del 10 luglio 2013 al titolo "Avviso di avvio del percorso di revisione del PTR", è iniziato l’iter di revisione del Piano Territoriale Regionale. All'interno di tale procedura Insieme in Rete ha protocollato lo scorso 3 ottobre, un' Osservazione che chiede la creazione di un Piano d'Area con vincolo di inedificabilità ai lati della Pedemontana, dei suoi svincoli e delle opere complementari.

Una richiesta, si legge nel documento pervenuto alla redazione di bovisiomasciagonews.net, che "non è sinonimo di "accettazione implicita" della Pedemontana ma che serve per evitare ulteriori scempi laddove questa è già in fase di avanzata realizzazione e per le tratte che, a prescindere dalla nostra volontà e opinione contraria, rischiano d'essere concretizzate se non si modifica la volontà politica in merito. Insieme in Rete ha chiesto che l'autostrada si fermi dopo il completamento della tratta A a Lomazzo, incanalando il traffico sulla Milano - Laghi."

L' Osservazione, di cui riportiamo sotto il testo integrale, è stata formulata e protocollata da Insieme in Rete a titolo di coordinamento, dal WWF Groane, dall' Ass. Immaginalomazzo, dal Comitato Mozzatese per la salute e l'ambiente e da Sinistra e Ambiente di Meda, in qualità di singoli gruppi facenti parte di Insieme in Rete.

TESTO DELL'OSSERVAZIONE

L’osservazione proposta, parte dal presupposto che l’infrastruttura autostradale “Pedemontana” avrà un impatto ambientale forte per i territori interessati dal suo passaggio, siano essi quelli caratterizzati già da un’elevata urbanizzazione siano quelli laddove esistono ancora zone verdi e ambienti naturali.
Esiste la forte e motivata preoccupazione che l'opera possa divenire motore di una ulteriore spinta all'edificazione anche nelle residue zone agricole, boschive e naturali, rimaste in prossimità e/o adiacenti all'infrastruttura autostradale e alle opere ad essa connesse.
Questo rischio avrebbe come ulteriori elementi negativi, un aumento del traffico automobilistico per gli accessi a nuovi insediamenti a lato dell'autostrada nonché un incremento del consumo di suolo, che in Lombardia risulta già elevato e, in alcune zone, addirittura a livelli di saturazione.
Si osserva e si chiede a tale scopo che:
nel PTR sia previsto un Piano Territoriale Regionale d'Area (ai sensi dell'art. 20 comma 6 della LR 12/2005) riguardante l’intero tracciato dell’autostrada “Pedemontana”, che preveda la tutela a verde del territorio, pianifichi il recupero ambientale di zone degradate, e escluda nuove possibilità edificatorie ai lati dell’autostrada con un buffer che preveda un vincolo di inedificabilità per entrambi i lati sia del tracciato principale sia degli svincoli sia delle opere di viabilità complementari.


Si evidenzia che nel PTCP della Provincia di Monza e Brianza, interessata dal passaggio della Pedemontana con le tratte B2, C e D, piano già approvato ed in fase di pubblicazione sul B.U.R.L., all’art. 32 delle Norme, è stato definito un meccanismo di tutela (Corridoio trasversale della Rete Verde di ricomposizione paesaggistica) nel solco di quanto sopra proposto.

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