L’ignoranza ha ucciso due gatti con bocconi avvelenati

Alcuni animali domestici trovati senza vita o scomparsi misteriosamente a causa della crudeltà.

| di Alessia Piperi
| Categoria: Attualità
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Il fatto di cui voglio raccontare ha avuto luogo a Cesano Maderno e purtroppo si tratta dell’ennesimo caso di violenza sugli animali: bocconi di cibo avvelenato che hanno stroncato la vita di due gatti in un complesso residenziale di corso Libertà.

Si tratta di una pratica disgustosamente antica, meschina e avvilente per l’umanità che proprio non ne vuole sapere di scomparire, dettata dall’ignoranza e da pura cattiveria. Anche a Bovisio si sono verificati diversi casi simili negli anni, io stessa ne sono stata testimone.

A raccontare l’accaduto sono i due padroni, Giuliano Mattioli e Davide Artico. Giuliano è un musicista di alto livello, è cresciuto a Bovisio Masciago e vive ora a Cesano. Arpista solista e orchestrale, docente di questo meraviglioso strumento e laureato presso il conservatorio A. Boito di Parma.
Domenica 30 giugno Giuliano ha perso contemporaneamente i sui compagni felini, "un pezzo della sua vita" come afferma in un giusto appello su Facebook nel quale ricorda i suoi amici. In questo suo sfogo leggiamo che il suo primo gatto, Duke, era con lui da 13 anni, ed era stato un gattino traumatizzato, spaventato da tutto, un micio che era stato abbandonato quando aveva solo tre settimane di vita e che crescendo ne aveva passate di tutti i colori, un gatto estremamente buono e dolce. Demon, invece, aveva un carattere a dir poco esuberante, bello e intelligente ma anche dispettoso all’inverosimile, indipendente e spericolato, estremamente affezionato e sensibile. “Mi mancherete tantissimo, troppo, per chi come me ha sempre vissuto da solo, e aveva solo voi due di cui avere cura” - conclude Giuliano.

L’unica cosa che i padroni hanno potuto fare, oltre a lanciare l’allarme sui social network e sulla stampa è stato distribuire volantini in tutta la zona, per allertare i residenti che vivono con animali e vista la delicatezza del luogo in cui è avvenuto il crimine. Si tratta infatti di un area compresa nel parco delle Groane abitato da animali selvatici e di una zona residenziale dove i bambini sono soliti giocare nei cortili. E sappiamo bene con quanta facilità i piccoli infilino in bocca tutto quello che attira la loro attenzione.

Posso affermare che anche a Bovisio Masciago si sono verificati fatti simili, io stessa 18 anni fa ho perso la mia cagnolina in questo modo. Una famiglia residente nei pressi di via Desio ci racconta che l'anno scorso un nucleo familiare di cinque gatti semi selvatici è “misteriosamente” scomparso nel giro di una settimana. Avevano fissa dimora nel cortile privato dell’abitazione della famiglia e da loro erano nutriti e accuditi. La stessa sorte è toccata ai due gatti di una vicina di casa. I corpi in entrambi i casi non sono stati ritrovati, ma la sparizione è spaventosamente sospetta visto che i gatti abitavano in quel giardino ormai da anni, vi avevano trovato rifugio e protezione, si erano uniti e avevano avuto dei cuccioli.

Nel caso di Davide e Giuliano, di Duke e Demon, è deprecabile non solo il fatto di per sé, ma la totale indifferenza con la quale è stato perpetrato. E se ad andarci di mezzo fossero stati anche dei bambini? Possibile che i colpevoli non abbiano pensato che avrebbero potuto commettere un omicidio o danneggiare gravemente la salute di un bimbo? O forse per queste persone la vita umana, come quella animale, non conta proprio nulla? È pericoloso trovare delle differenze tra la vita di essere umano e quella di un animale, è ad un passo dal trovare la differenza tra la vita di un uomo e quella di un altro uomo. Ed è un passo che avvicina alla presunzione di onnipotenza e all’arrogato diritto di poter decidere della vita o della morte di qualcuno. L’esistenza è universale. La vita è vita. Punto.

Avvelenare il cibo, come qualsiasi maltrattamento sugli animali è un reato punibile per legge. Il reato è previsto dall' art. 544-ter del Codice Penale ai sensi del quale:
1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.
2. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi.
3. La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell'animale
”.
L'uccisione di animali, in diritto penale, è il reato previsto dall' art. 544-bis del Codice Penale ai sensi del quale: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni”.
Tanto per citare.

Alessia Piperi

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