400.000 metri cubi di acqua e fango a Masciago. Si contano i danni

Il giorno dopo la terribile esondazione i sindaci dei Comuni colpiti si riuniscono per inoltrare alla Regione lo stato di calamità naturale.

| di La Redazione
| Categoria: Attualità
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Il giorno dopo l'esondazione del Seveso, di acqua non ce n’é già più ma emergono tutti i danni lasciati dal torrente che nella notte tra lunedì e martedì è esondato portando con sé circa 400.000 metri cubi di fango, acqua e sedimenti di varia natura.

I più colpiti  - come già detto in precedenza - sono i condomini e tutte le case del centro storico di Masciago. In particolar modo le attività produttive come il bar di piazzetta Mozart e il panificio di via Isonzo hanno riscontrato ingenti danni, in quanto l'acqua ha inondato sia il negozio che il magazzino, distruggendo scorte e macchinari necessari alla sopravvivenza dell'attività stessa.

«Il piano di emergenza – dichiara il Sindaco Giuliano Soldà - ha retto dal punto di vista organizzativo in quanto dopo circa 10 ore dall'intervento dei soccorsi, l'acqua era pressoché scomparsa da tutto il paese tranne che dalla SS Monza-Saronno. L'emergenza ha però rivelato un errore del piano stesso perché si pensava che l'acqua esondasse in corso Matteotti, dirigendosi verso piazza Gaffuri e la Saronno-Monza, invece, alcune pendenze e gli argini bassi hanno permesso al torrente di defluire a Masciago» provocando, così, i danni purtroppo noti a tutti cittadini di Bovisio Masciago.

Gli argini più bassi rispetto alla città di Seveso e Cesano Maderno, continua a spiegare il primo cittadino, hanno favorito l'uscita della fanghiglia proprio al centro di Masciago, salvando di fatto Varedo.
Si potrebbe pensare, a questo punto, di alzare gli argini lungo il passaggio del Seveso per contenere un’altra eventuale esondazione, ma questa implementazione aumenterebbbe il rischio di stabilità per tutti i ponti, poiché argini più alti conterrebbero, sì, più acqua ma l’aumento del volume e del contenimento implicherebbe una maggiore pressione e spinta sui pilastri del ponte, rendendoli di fatto più fragili. “La verifica strutturale dei ponti è stata effettuata ed è rassicurante sulla tenuta statica sia del ponte stesso che delle sponde.

Riguardo la mancata comunicazione con il paese, il Sindaco Soldà smentisce in parte: effettivamente è mancata una corretta segnalazione sul blocco della Monza-Saronno, ma i cittadini colpiti dall'alluvione hanno avuto modo di confrontarsi direttamente sul posto con i vigili, la protezione civile, il Sindaco e il vice Sindaco.

Nella giornata di ieri si è tenuta la prima riunione tra i sindaci della Valle del Seveso di quei paesi colpiti dall’esondazione per inoltrare una dichiarazione dello stato di calamità naturale alla Regione Lombardia. A tal proposito si invita alla lettura del comunicato stampa del Comune con le relative istruzioni per la richiesta di risarcimento danni.

Una buona notizia sulla Saronno-Monza, che a breve sarà percorribile dal traffico automobilistico, snellendo finalmente il traffico cittadino pesantemente congestionato. «L’acqua è stata finalmente prosciugata – ha dichiarato il vice Sindaco Paolo Bosisio – e nella giornata di oggi verrà effettuata la pulizia dei detriti a carico della Provincia. L’apertura potrebbe essere prevista tra questa sera e domani. Anche qui, i danni sono in corso di valutazione».

Su quanto accaduto ci teniamo a ringraziare la Protezione Civile, la Polizia Locale, i Vigili del Fuoco e tutti i i cittadini che volontariamente sono intervenuti per aiutare nella tragedia, mettendosi a disposizione di una comunità scossa, ma forte.

La Redazione

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