Piante in Corso Milano da tagliare? L'Agronomo risponde

Le piante sono un pericolo effettivo per la sicurezza su una strada molto trafficata. Per il Sindaco e l'Assessore all'Ambiente, bisogna assicurare l'incolumità dei cittadini.

| di Alessia Piperi
| Categoria: Attualità
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Il viale alberato di Corso Milano - Foto scattata nell'autunno 2013

In merito al taglio delle piante di corso Milano sono state sollevate numerose questioni da parte dei comitati e dei cittadini, per questo motivo l’Amministrazione Comunale ha deciso di interpellare un esperto del settore, il dottore agronomo Paolo Lippi, allo scopo di sciogliere ogni tipo di dubbio sulla legittimità dell’operazione.
Dai rilievi dell’esperto risulterebbe infatti la necessità di provvedere, e in tempi abbastanza rapidi, al taglio degli alberi in quanto rappresentano un evidente rischio per i residenti e per i passanti di una strada notoriamente molto trafficata.

“È utile che la cittadinanza sappia quali sono le motivazioni esclusivamente tecniche e non politiche – tiene a precisare il primo cittadino Emanuele Galimbertiper il taglio che avverrà nei prossimi giorni, perché le piante sono ad oggettivo rischio di caduta, per la presenza di determinate condizioni, quali anche folate di vento o temporali”.
Da sottolineare in questo contesto è anche la costante presenza lungo corso Milano, non solo di passanti, ma anche di lunghe file di auto in sosta al passaggio a livello, oltre al normale traffico e attualmente dalla realzione si apprende che esiste l’effettiva possibilità che una pianta possa cadere e provocare gravi danni, se non ferire qualcuno o peggio. “Le piante – continua il sindaco – sono molto importanti ma se diventano un rischio per le persone allora il rapporto di importanza deve essere capovolto. E' più importante la sicurezza dei cittadini”.
Delle 138 piante, 72 sul lato est e 66 sul lato ovest, site nel tratto di strada compreso tra il passaggio a livello e la traversa di via Paganini, ne verranno tagliate 10, 11 contando quella già tagliata di fronte al civico 83 e che ha richiesto addirittura un intervento immediato o quasi, oltre alle 11 già in programma per la realizzazione della rotonda, per un totale di 22 Querce rosse.

Il dott. Agr. Lippi tiene a precisare: “Ho fatto personalmente i rilievi e abbiamo riscontrato che è stato commesso un errore progettuale piuttosto comune al momento della progettazione e realizzazione del viale, cioè gli alberi sono stati piantati troppo vicini e crescendo hanno compromesso il loro sviluppo a vicenda. Si tratta di piante che richiedono più spazio e che hanno subìto scompensi e squilibri nelle chiome, con rami che togliendosi lo spazio non si sviluppano in modo corretto. La quercia rossa necessita almeno di 8-10 metri di spazio, queste sono a circa 4,80 m una dall’altra. Inoltre si tratta di una specie che non sopporta molto bene le potature, interventi che dal punto di vista civilistico sono invece necessari. Il periodo ideale della potatura sarebbe intorno all’autunno-inverno 2015/2016 ma il tempo di attesa non sarebbe in sintonia con le effettive esigenze: se dovesse succedere qualcosa l’amministrazione sarebbe in torto”.
“I rilievi – continua l’esperto – sono stati effettuati con metodo scientifico e con l’utilizzo di un resistografo, per misurare la densità del legno, su una base oggettiva, con il metodo V.T.A. (Visual Tree Assessment) codificato dal Prof. C. Mattheck dell'Università di Karlsruhe (D) e ad ogni albero è stata attribuita una CLASSE DI RISCHIO, conformemente al protocollo internazionale I.S.A (International Society of Arboriculture)”. In particolare, secondo questa classificazione le piante esaminate sono risultate quasi tutte di classe C, mentre 11 sono di classe D e 5 di classe C-D,  classificazione per cui "D" comporta la necessità assoluta di abbattimento e "C-D" un possibile salvataggio ma mediante accanimento terapeutico e che non verranno per il momento toccate. Nelle piante di classe D inoltre è stata rilevata la presenza di funghi diversi, tre per l’esattezza tra cui il Fellinus, un fungo che provoca un’azione denominata necrotossica, cioè non solo produce carie che degradano il legno ma anche tossine che vengono trasportate dalla pianta attraverso i vasi linfatici e raggiunge le zone superiori provocandone il disseccamento. (Leggi la relazione tecnica in allegato a fondo pagina).

Per quanto riguarda le querce della rotonda e un loro eventuale trapianto, il dott. Lippi ne spiega l’assoluta inattuabilità e le relative ragioni: una è l’impossibilità di garantirne l’attecchimento e quindi di prendersene la responsabilità, il secondo è garantire la totale sicurezza nell’effettuare questo tipo di operazione escludendo totalmente danni anche gravi a cose o persone. Le zollatrici infatti potrebbero provocare gravi danni alla struttura stradale, alle fognature, ai cavi elettrici o alle tubature del gas, senza parlare ovviamente dei costi elevatissimi.

In conclusione il sindaco aggiunge: “Dall’altra parte degli aspetti civilistici, c’è quella dei consiglieri comunali d’opposizione che hanno più volte fatto delle interpellanze e delle osservazioni relativamente all’illuminazione in corso Milano, chiedendo che l’illuminazione fosse efficiente e quindi di fatto potando le piante, che se da una parte vanno contro le case, dall’altro tolgono luce dai lampioni che sono immersi all’interno della chioma. E questo è noto a tutti”.
Anche per l’Assessore Raffaella Damonte la cosa più importante è salvaguardare l’incolumità dei cittadini e afferma: “A fronte di una perizia da parte di una persona che si occupa nello specifico di queste cose, abbiamo la dimostrazione che non si tratta di un nostro capriccio o di una nostra mancanza di sensibilità ma semplicemente era una cosa che si doveva fare, anche proprio per il benessere della gente, perché se una pianta di quella grandezza dovesse cadere sopra una persona in motorino o in auto succederebbe una tragedia.”

Da ricordare poi l’inaugurazione del Bosco in città prevista per il 17 maggio e che vedrà l’impianto, tra cespugli, piante e alberi, di circa mille esemplari e che, come ricorda il geometra Castellini, nell’area del mercato oltre alle 198 piante previste ne sono state piantate altre 10.

Alessia Piperi

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