Le tratte B2-C di Pedemontana: molti interessi poco interesse

I subdoli interessi monetari delle amministrazioni e delle grandi società, esposti durante l’assemblea su Pedemontana del 6 Giugno.

| di Alessia Piperi
| Categoria: Attualità
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Nella serata di giovedì 6 giugno si è tenuta una riunione aperta alla cittadinanza sulla questione Pedemontana. La riunione, presentata da Daniela Gobbo, rappresentante in consiglio comunale della lista civica Varedo 5 stelle, ha avuto come relatori l’architetto e docente di Diritto urbanistico al Politecnico di Milano Patricio Enriquez e Viviana Pontiggia, portavoce per i comitati Cives di Bovisio Masciago, San Giorgio Desio, Seveso e Comitato noi per Cesano. Il numero dei partecipanti è stato relativamente basso, molto alto invece l’interesse degli argomenti in questione, come alta dovrebbe esserne la risonanza. Perché è indiscutibile: direttamente o indirettamente quest’opera inciderà negativamente su tutti i cittadini dei comuni coinvolti e persino di quelli limitrofi.

La Pontiggia ha sottolineato che di Pedemontana, anche se con nomi diversi, se ne parla da almeno quarant’anni e che in questo lasso di tempo si sono susseguiti diversi progetti fino ad arrivare all’ultimo risalente al 6 novembre 2009. Questo è sicuramente il peggiore per i cittadini, almeno per quanto riguarda la nostra tratta, la B2 (da Lentate a Cesano Maderno) e la tratta C (da Cesano Maderno alla Tangenziale Est). Uno degli esempi portati dalla rappresentante è la sorte che toccherà al quartiere della Baruccanetta nella zona nord-orientale di Cesano Maderno che verrà letteralmente devastata dalla costruzione di un viadotto con le forme di un enorme cassone di cemento. Il destino di questo scatolone sarà quindi quello di essere completamente ricoperto di terra e il risultato sarà la creazione di una vera e propria montagna.

Enriquez e la Pontiggia hanno poi trattato l’argomento del ricorso al Tar della regione Lazio, che ricordiamo essere tuttora pendente per la mancata imminenza del danno diretto. In merito ai progetti l’architetto ironizza sull’argomento prendendo spunto dal famoso film “Ritorno al futuro”, denominando l’evoluzione progettistica in “Ritorno al passato”: dal progetto Preliminare del febbraio 2004, bocciato perché carente, a quello migliore ma più costoso, del marzo 2006 (quest’ultimo approvato dal Cipe con favore della Corte dei Conti), per poi arrivare al novembre del 2009, identico a quello del 2004, già bocciato, solo che questa volta viene approvato.
Ad oggi non ci sono nuovi sviluppi, sul sito della Regione Lombardia non sono segnalati cantieri aperti per la B2, tratta che la stessa società autostradale non considera nemmeno, sia dal punto di vista della criticità sia dal modo in cui evita di rispondere alle pressanti osservazioni dei comitati cittadini.

Patricio Enriquez, durante la serata, ha supportato le argomentazioni portate dalla Pontiggia con note di carattere tecnico e in aggiunta ha ricordato che l’attuale SS35, la Milano-Meda, è già ora una vera barriera che spacca il territorio e separa delle comunità che solo in seguito si sono densamente urbanizzate intorno ad essa. L’idea di una pedemontana più sostenibile, quindi interrata, avrebbe dato la possibilità alle realtà economiche e abitative di riunirsi tramite un grande parco lineare. In questo modo invece, quella che è la Pianura Padana, diventerà un paesaggio di colline e alture artificiali, fuori natura, in un contesto ulteriormente spaccato e diviso, una vera violenza perpetrata sull’identità di questo territorio.



Oltre agli argomenti riguardanti l’ambiente e la tutela del territorio, già di per loro estremamente preoccupanti, sono stati presi in considerazione altri aspetti concernenti la salute e le nostre finanze che ci toccheranno ancor più da vicino e che non possono non destare indignazione: la diossina e i pedaggi.
I pedaggi-salasso, infatti, non saranno attivi solo sul tratto autostradale, ma anche sugli svincoli che ovviamente saranno molto lunghi e arzigogolati. Quello di Desio ad esempio, sarà il 2° più grande di tutta Europa, in corrispondenza della statale 36, il cui ponte verrà smantellato, e che convoglierà tutto il traffico su piccole rotatorie di paese.

Ancora più pericoloso è il modo in cui Pedemontana S.p.A e alcuni dei comuni coinvolti trattano, per mero interesse monetario, il discorso diossina. Infatti su 127 campionamenti effettuati lungo tutto il tracciato, di 64 punti, ben 52 risultavano fuori norma. Tant’è che su “Il Cittadino” del 13 ottobre 2012 si è potuto leggere un articolo intitolato: “Nelle uova di Seveso c’è ancora la diossina”. Un articolo basato su un documentario realizzato da Marco Tagliabue per la televisione svizzera, nel quale vengono spiegati molto bene i pericoli in cui incorriamo.

Pedemontana dal canto suo, sul sito ufficiale, in un comunicato stampa del 4 marzo 2010 risponde molto candidamente con un articolo che si apre così: “Nessun allarme diossina lungo la tratta B2 (Comuni di Seveso, Meda, Cesano Maderno, Desio) di Autostrada Pedemontana Lombarda”

A tal proposito appaiono interessanti e a tratti imbarazzanti anche le dichiarazioni di Massimo Donati ex Sindaco di Seveso e medico. Le sue affermazioni sono riassunte in un documento intitolato “PEDEMONTANA E DIOSSINA: E’ COSI’ CHE SI DIFENDE LA SALUTE PUBBLICA A SEVESO? A confronto le incoerenti dichiarazioni del Sindaco di Seveso e la realtà dei dati accertati e verificati scientificamente” , e redatto dai comitati Cives Seveso, Cives Bovisio Masciago, Cives San Giorgio Desio, Beni Comuni Monza e Brianza, Associazione Noi per Cesano, che lo ha pubblicato nel suo sito internet.

Nel documento Donati afferma che: “Per quanto riguarda Pedemontana abbiamo chiesto di allargare la Superstrada Milano-Meda sulla sede attuale e non di interrarla con movimenti di terra che a quella profondità, ma solo a quella, sono di certo inquinati”, mentre i comitati sostengono che “Come dimostrano i carotaggi ambientali, la diossina è presente nel suolo fino ad un massimo di 60-75 cm di profondità, […] I risultati dei campionamenti effettuati evidenziano superamenti fino a 10 volte oltre il limite consentito”. Aggiungono poi che “Gran parte della zona B di Seveso era stata classificata nel 1976 zona A per l’elevato quantitativo di diossina. Le autorità fissarono a tavolino, sulla superstrada Milano Meda, il limite della zona A per limitare tempi e costi di evacuazione e bonifica. Regione Lombardia ha emanato un’apposita legge-deroga (L.R. 15/2008) che consente a Pedemontana di sventrare il Bosco delle Querce, dichiarato intoccabile nel 1986.”

Ed è proprio lo stesso medico ad affermare che “Al momento, l’unico incremento verificato nello studio sulla mortalità del primo decennio nella zona inquinata da diossina è quello sulle malattie cardiovascolari legate allo stress per la paura di dover affrontare pericoli ignoti”. Eppure, controbattono i comitati, “E’ documentato un aumento della mortalità per tumori tra la popolazione residente tra il 50 e l’80% (dati 2001). Gli effetti della diossina nell’ultimo decennio non sono ancora stati resi noti, ma ricerche scientifiche internazionali hanno dimostrato la stretta correlazione diossina= tumore”.
I comitati sostengono che sia “assurdo e incomprensibile minimizzare la gravità di questa vicenda, e lo è ancora di più se ad esprimersi così è il Sindaco di Seveso, pure medico, che dovrebbe tutelare la salute di tutti i cittadini”.

Proprio per questa ragione il Comitato Cives Seveso, all’avvicinarsi delle elezioni amministrative ha scritto una mail al candidato alla carica di Sindaco Paolo Butti, con la quale ha voluto chiedere chiarimenti a proposito della posizione che la sua amministrazione comunale terrà nei confronti di Pedemontana. L’attuale Sindaco di Seveso ha deciso, in data 30 Aprile 2013, di rispondere così:
“Agli aderenti al Comitato Cives di Seveso
Durante diverse occasioni di incontro pubblico ho potuto esprimere la contrarietà mia e del Partito Democratico di Seveso all’opera Pedemontana, un progetto che con l’andare degli anni ha perso sia le  sue ragioni funzionali che i presupposti per cui era stato pensato. Modifiche del tracciato e del progetto per continue riduzioni di costi hanno poi, in questi ultimi anni, portato ad una soluzione soprattutto della tratta B2 altamente invasiva per il territorio di baruccana. La scelta condivisa dall’amministrazione Donati di approvare la realizzazione in superficie per recuperare risorse economiche per la realizzazione di un ipotetico interramento ferroviario è stato il colpo di spugna rispetto alle rivendicazioni di tutela del proprio territorio che invece dovevano essere sostenute.
il PD di Seveso ha anche perorato presso Pedemontana e Regione Lombardia la modifica del tracciato  con la realizzazione della cosiddetta tratta B2 veloce ma sorde sono state le istituzioni coinvolte.
Ora l’ipotesi sullo stralcio della tratta B2 rischia di far ritrovare il nostro territorio ulteriormente penalizzato
[…] ”.

I relatori hanno poi dichiarato che al momento si è a conoscenza solo del fatto che il progetto esecutivo non è ancora stato ufficialmente consegnato a Cal a seguito di una diatriba tra i soci e che il 10 luglio è fissata l’asta per le quote di Serravalle, per il resto è impossibile conoscere la nostra sorte. Persino il Consigliere regionale per l’opposizione appartenente al movimento 5 stelle, nonché rappresentante nella Commissione Ambiente e Territorio, Gianmarco Corbetta, sostiene quanto questo tipo di dialogo sia difficile, se non impossibile.

Per concludere, Enriquez ha portato un esempio che dovrebbe essere illuminante per tutti, quello della Central Artery di Boston. Gli americani, negli anni 50 hanno iniziato la costruzione di questa enorme arteria urbana che spaccava letteralmente in due la città, separando e allontanando la zona della baia proprio come un muro. Quarant’anni dopo, ritenendo di aver commesso un grave errore, la città di Boston decide di interrarla rendendo di nuovo unita la città. Per la realizzazione del “Big Dig” (è il nome che gli hanno dato) sono state riscontrate non poche difficoltà, tra cui le linee della metropolitana esistenti e l’enorme spesa ma alla fine ce l’hanno fatta. Ora un grande fiume verde di prati e zone pedonali ha ricongiunto la città alla baia. I progetti di qualità si possono fare e si possono attuare, gli interessi economici, il risparmio sulle spalle dei cittadini e a discapito della loro salute, nonché del territorio, porteranno alla realizzazione di progetti scadenti e vergognosi.

Alessia Piperi

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