Nessun responsabile per l'incidente di gokart in centro

Tre anni fa una manifestazione di gokart in piazza Biraghi si interruppe a causa di un incidente che coinvolse tre spettatori. Nessuna responsabilità per il vicesegretario Marta Oltolini.

| di Gianfranco Lagonigro
| Categoria: Attualità
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E’ stata definitivamente archiviata la vertenza giudiziaria tra il vicesegretario comunale Marta Oltolini e i consiglieri di opposizione Giuliano Soldà e Orietta Vanosi per l’incidente avvenuto tre anni fa in piazza Biraghi, durante la manifestazione di Karting “100 all’ora… ma solo in pista” organizzata dal Comune.
Il giudice del tribunale di Monza, Anna Magelli, ha provveduto all’archiviazione del caso in quanto “Non è ravvisabile alcuna condotta rilevante e men che meno alcun contributo causale alla verificazione degli eventi lesivi”.

I fatti risalgono al 19 settembre 2010 quando nel centro di Bovisio Masciago si tenne una manifestazione di go-kart organizzata dall'amministrazione comunale in collaborazione con l'associazione "Brianza Karting". Per l’evento, oltre ad un’esibizione di drifting, il pubblico poteva noleggiare i go-kart e provare a fare un giro all’interno del un circuito allestito in piazza Biraghi.
Tra i vari partecipanti vi fu anche un ragazzino ecuadoregno di 12 anni che, subito dopo la firma della liberatoria da parte del padre, partì dai box senza attendere il segnale di via libera degli organizzatori, investendo tre persone. Una di queste, una donna, venne ricoverata in ospedale per alcuni giorni. Subito dopo si scoprì che il ragazzino era diversamente abile e che il padre non lo aveva dichiarato all’interno della liberatoria firmata.

Per questa vicenda, trasformatasi poi in un caso politico, i consiglieri Giuliano Soldà e Orietta Vanosi presentarono un esposto contro l’Amministrazione perché mancavano le autorizzazioni necessarie allo svolgimento della manifestazione automobilistica.

Riprovevole speculare sulle disgrazie altrui – ha dichiarato duramente il Sindaco Emanuele Galimberti nella conferenza stampa di giovedì 17 ottobre – Se potessi avvierei io una pratica di ricorso legale nei confronti sia dei consiglieri che nei confronti del padre del ragazzo che ha messo a rischio la salute di tutti i partecipanti. Ad inizio 2013 il giudice aveva chiesto l'archiviazione del caso, ma nonostante questo con pervicacia e volontà di fare dei danni i consiglieri Soldà e Vanosi sono voluti andare avanti. Il loro vero scopo era di quello di mettermi in difficoltà minando il rapporto di fiducia con il vicesegretario”. La stessa Marta Oltolini si riserva la facoltà di procedere ad eventuali ricorsi: “L’intero procedimento giudiziario – ha spiegato la dirigente comunale – mi è costato molto sia da un punto di vista economico che a livello di immagine poiché sono finita sul registro degli indagati per qualcosa che è al di fuori della mia sfera personale e professionale”.

Immediata la smentita del Consigliere Giuliano Soldà a bovisiomasciagonews.net: “Non abbiamo mai fatto il nome della Oltolini nei nostri esposti, è stata la Procura ad aver inserito il suo nome nelle indagini, non noi. Abbiamo respinto la richiesta di archiviazione giudiziaria in quanto non risultava l’autorizzazione alla Commissione Provinciale di Vigilanza (CPV) per la manifestazione di pubblico spettacolo."

Di seguito, un estratto dell’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione delle indagini n. 14521/10 RG ndr/mod 21, presentato dai consiglieri Soldà e Vanosi il 29 dicembre 2012.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Consigliere Soldà ha poi precisato: "Lo stesso Giudice ha chiuso il procedimento condividendo espressamente quanto dichiarato dal PM, ovvero che si archivia perchè manca una querela alla Oltolini."

Nessuna intenzione di voler rovinare alcuna persona, quindi, in quanto dai documenti presentati alla Procura si evince chiaramente che l'eposto presentato dai consiglieri mirava ad accertare le responsabilità in materia di sicurezza per la manifestazione dei bolidi da rally. Il tutto è visionabile dagli atti che sono stati depositati al Tribunale di Monza.

 

 

Gianfranco Lagonigro

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