Il coraggio e la forza di Ullica Facchinato

Lascia un grande vuoto la dipartita dell’instancabile volontaria della Croce Bianca.

| di Alessia Piperi
| Categoria: Attualità
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Ullica Facchinato, una splendida giovane mamma di soli trentun anni è venuta a mancare martedì 20 agosto, dopo una lotta contro il cancro durata tre anni.
Originaria di Bovisio Masciago, dove è cresciuta, si era trasferita negli ultimi anni ad Arosio, la città in cui viveva con il marito Gianluigi Caporali, di Seregno, e la figlia Azzurra di appena due anni.

Ullica da cinque anni prestava servizio come volontaria per la Croce Bianca di Cesano, l’associazione grazie alla quale aveva incontrato suo marito, uno dei sei professionisti dipendenti della sezione. All’associazione si dedicava con passione e serietà, in un lavoro di soccorso che per lei era più una missione, cui donava quanto più tempo possibile, con costanza e impegno quasi fino all’ultimo. A causa dell’aggravarsi del suo stato di salute si era infatti dovuta allontanare, seppur a malincuore, dall’attività di soccorso volontario. Nella Croce Bianca aveva fatto il suo ingresso per frequentare il corso per diventare soccorritrice e con successo era stata abilitata a svolgere il servizio per il “118” e per il trasporto di disabili e dializzati.

Ma alla Croce Bianca ha trovato molto di più: una nuova vita. Quando ha incontrato suo marito era già malata ma, come nelle fiabe più belle, il vero amore ha vinto ogni ostacolo e il male nulla ha potuto contro due anime affini, contro una donna straripante di coraggio e determinazione. La battaglia contro il cancro, confida Gianluigi sul Giornale di Desio, era iniziata tre anni fa con un tumore al seno, seguito da controlli, interventi e chemioterapia. Poi l’apparente guarigione e purtroppo la ricaduta fino alla degenerazione. In sua figlia Ullica ha trovato nuove forze e altro coraggio per lottare ancora, anche quando la malattia le martoriava il corpo, perché quando restò incinta, ricorda il marito il giovane vedovo, i medici avevano scambiato il piccolo dono nel suo ventre per un male, diagnosticandole un tumore benigno all’utero. Ma non era cancro, era la loro bambina. E aggiunge che la notizia l’aveva fatta come rinascere.

Non ha mai smesso di combattere, tant’è che su Facebook lei stessa si era data il nome di Ullica Ercolina Barcollo ma non mollo. E non ha mollato fino all’ultimo. Lo raccontano gli amici che hanno letteralmente tempestato il social network di saluti e messaggi, lo confermano i colleghi con cui condivideva la passione di adoperarsi per il prossimo. Lo sanno fin troppo bene i familiari, sconvolti da questa perdita troppo dolorosa da accettare. Perché la malattia ha strappato ai suoi affetti una donna troppo giovane, ha rubato una figlia alla mamma, Anna, ha tolto una sorella al fratello Alessio e privato la piccola Azzurra della sua mamma. Eppure molto è rimasto di lei alle persone che hanno avuto la fortuna di incontrarla e di conoscerla come il ricordo indelebile che resterà per sempre stampato a fuoco nel cuore dell’adorato compagno di vita, dei familiari tra cui anche il suocero Francesco, i cognati Alessandro e Silvia e la sua nipotina Vittoria.

Perché per tutti è stata un simbolo di forza e coraggio, un esempio. Dolce, bella e sensibile, sempre sorridente e disponibile. Non si è mai lasciata andare, né mai si è data per vinta e la cosa più importante è che non è mai stata sola. Il cancro l’ha portata via, ma Ullica si è mostrata una più che degna avversaria.

Alessia Piperi

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