Piero Calamandrei e la Costituzione

Riflessioni su uno dei Grandi Padri della Patria e sui Princìpi Fondamentali della Repubblica Italiana. Interverrà la nipote Silvia Calamandrei.

| di Redazione Bovisio Masciago News
| Categoria: Associazioni
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La sezione A.N.P.I. Bovisio Masciago ha organizzato un incontro pubblico su “Piero Calamandrei e la Costituzione. Riflessioni su uno dei Grandi Padri della Patria e sui Princìpi Fondamentali della Repubblica Italiana”. L’evento avrà luogo venerdì 21 febbraio, nella Sala Mostre del Palazzo Comunale, alle ore 21.
«In questi anni – spiega il Presidente dell’ANPI Sergio Cucci - anni ci sono stati da parte dei partiti politici diverse proposte e tentativi di modifica alla carta costituzionale che, in gran parte, non ci convincono perché stravolgenti dei valori e gli ideali in essa affermati. Proponiamo questo momento di riflessione sulla Costituzione partendo dallo sguardo sulla personalità di uno degli Autori».

All’incontro di venerdì prossimo interverranno Silvia Calamandrei, Presidente dell’Archivio-Biblioteca Piero Calamandrei, nipote del Costituente, Giovanni Missaglia, insegnante e autore di testi sul Diritto Costituzionale e Loris Maconi, Presidente Provinciale ANPI Monza e Brianza.

Piero Calamandrei (Firenze, 1889 – Firenze, 1956), di antica famiglia di giuristi, laureato a Pisa nel 1912. L'avvento del fascismo lo portò ad impegnarsi contro la dittatura. Fondò il Circolo di Cultura di Firenze che, nel 1924, dopo essere stato devastato dagli squadristi, fu definitivamente chiuso per ordine prefettizio. La violenza fascista non spaventò il professore. Quando nel 1943 gli fu chiesto di sottoscrivere una lettera di sottomissione a Mussolini, preferì dimettersi dall'incarico universitario, che avrebbe ufficialmente ripreso, come rettore, alla caduta del fascismo. L'atteggiamento dell'eminente studioso, com'ebbe a scrivere Norberto Bobbio, "fu di solitario disdegno...", poiché "...verso i padroni e i loro servitori, non si saprebbe dire quale dei due detestasse di più". Calamandrei, inseguito da un mandato di cattura, si rifugiò in Umbria. Di qui seguì la nascita e l'espansione del movimento partigiano, mantenendo contatti e collaborando con la Resistenza, nella quale fu particolarmente attivo il figlio Franco. Dopo la Liberazione, Piero Calamandrei fu nominato membro della Consulta nazionale e dell'Assemblea Costituente in rappresentanza del Partito d'Azione. Nel 1953, contrario alla "legge truffa", sostenuta anche dai socialdemocratici, con l'amico Ferruccio Parri, prese parte alla fondazione di "Unità Popolare", che contribuì ad impedirne l'approvazione. Numerose sono le sue pubblicazioni come giurista, politico e letterato. Memorabile per efficacia, l'epigrafe da lui dettata per la Lapide ad ignominia, che il Comune di Cuneo ha dedicato al generale nazista, criminale di guerra, Albert Kesselring "Lo avrai, camerata Kesselring..." (tratto dalla biografia di Calamandrei pubblicata sul sito nazionale www.anpi.it).

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