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Valentina Tagliabue: è arrivato "Grammaphagus"

L'autrice e poetessa di Bovisio Masciago ci racconta il suo nuovo romanzo.

| di Alessia Piperi
| Categoria: Arte | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“Grammaphagus” è la nuova creatura della scrittrice bovisiana Valentina Tagliabue. Il romanzo è uscito a metà giugno, e l’autrice, che abbiamo incontrato per l’occasione, si dice molto felice e soddisfatta di aver dato alla luce questo suo lavoro. Valentina ha all’attivo un altro romanzo e diverse pubblicazioni di poesie, l’ultima in ordine di tempo è “Il pianto segreto delle cose”, per Aletti Editore, ed è una ragazza che non si ferma mai, che vive in simbiosi con la scrittura, un’arte che per lei è sicuramente molto più di una passione, una necessità.
“È stata una prova di scrittura – afferma Valentina con la luce negli occhi che non l’abbandona mai – una  sorta di esperimento narrativo, per dare qualcosa ai lettori. Questo libro è sempre sul genere fantastico, ma incentrato un po’ di più sulla commedia questa volta. Si potrebbe definire ‘all’acquetta di rosa’ , insomma un genere con cui non sono abituata a confrontarmi, in cui manca una forte dicotomia tra bene e male”. Ne parla in riferimento al suo romanzo d’esordio, “Cronache di un mondo a parte”, edito nel 2009 per Zephyro Edizioni.

Ecco la trama di Grammaphagus: si tratta della storia di Vivian, una giovane donna che non ha concluso molto nella propria esistenza: lavora in un negozio di fiori a Ginevra e passa le notti in bianco per buttar giù la bozza del suo primo romanzo, coltivando il sogno molto diffuso di diventare una scrittrice di successo. E il successo sceglie di arridere proprio al suo libricino d’esordio: “Cuori di testa” scala le classifiche europee e viene stampato in centinaia di migliaia di copie. Ma il destino è in agguato: subito dopo le prime edizioni, Vivian rimane coinvolta in un incidente automobilistico che pone fine alla sua breve esistenza. Con suo grande stupore, però, la scrittrice si risveglia e si accorge di non essere propriamente  morta: si è trasformata in uno spettro della carta, un Grammaphagus, condannata a nutrirsi di parole stampate e , a meno che non voglia restare per sempre un fantasma, anche di tutti gli esemplari del suo libro, fino a cancellarlo per sempre dalla memoria del genere umano. Si accorgerà poi di non essere la sola: durante le sue peregrinazioni, incontrerà scrittori di ogni tempo che le offriranno o chiederanno aiuto, come Saffo e le sue allieve, Dante Alighieri, Rousseau, le sorelle Bronte, Edgar Allan Poe… nonché il controverso e avvenente Lawrence Coleman, giallista americano, per il quale scoccherà la scintilla. E naturalmente anche Cèdric, dilettante cacciatore di spettri, che sembra deciso a provare l’esistenza dei fantasmi a qualunque prezzo.

La protagonista insomma vivrà avventure che la porteranno a girare il mondo e a scoprire molte cose sulla vita e la morte che mai si sarebbe aspettata.
“Ci sono voluti due anni per completare questo romanzo. - continua la scrittrice - A partire dal gennaio del 2012 e grazie anche all’aiuto di professionisti qualificati di un’agenzia, attraverso revisioni e inserzioni di passaggi essenziali e alla limatura del superfluo, è finalmente stato accolto dalla mia casa editrice – la Zephyro Edizioni (Zed), ndr – che lo ha pubblicato”.
Le abbiamo chiesto di parlarci di come sia nata questa storia così particolare e ci ha confessato che è nato quasi per scherzo, proprio a Bovisio, mentre si recava a piedi verso la stazione, quando ha visto le copertine di alcuni romanzi riflessi in una vetrina e si è trovata a riflettere sulla vacuità della fama e sulle dinamiche che possono condurre un autore al passare dalle stalle alle stelle, per poi tornare nuovamente alle stalle, e ha così iniziato a pensare “all’idea di fantasmi, incatenati come noi a un destino sulla Terra e che non possono interagire con niente, se non con la carta. È presente anche tanto umorismo a stemperare le avventure in questo aldiquà ovvero una realtà nella realtà”.

Che sensazione hai avuto quando è uscito? 
“Mi sono molto emozionata, quando l’ho preso in braccio, quando ho sentito l’odore della carta”. Riferendosi nuovamente al suo romanzo d’esordio la poetessa aggiunge che “Sono cresciuta tanto dall’ultimo romanzo e anche dal momento in cui ho iniziato a scrivere questo. In Grammaphagus anche l’interesse è diverso, il mio intento è il narrare, il divertimento e trasmettere un messaggio. Comunicare il mio rapporto viscerale con la scrittura, la sua necessità e l’urgenza che sento e che vivo costantemente ad esempio nel mio rapporto con la poesia. Si è trattato di una scommessa”.

Una bella scommessa. Un romanzo intrigante e avvincente e che offre molteplici livelli di interpretazione. Vi sono elementi di mistero, fantasy, avventura, amore, ricerca e suspence, lasciando la possibilità di vivere l'esperienza della lettura in maniera del tutto personale.

Alessia Piperi

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