La Chimera di Lucilla Giagnoni apre la stagione teatrale alla Campanella

Questa sera, al teatro La Campanella, con uno spettacolo ambientato sulla “terra di risaia”.

| di Gianfranco Lagonigro
| Categoria: Arte
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Grazie al contributo del Comune di Bovisio Masciago e alla vittoria di un bando indetto dalla Fondazione Cariplo che finanzierà il 45% dei costi, con un progetto intitolato T.N.T. Tutti Nei Teatri, Bovisio Masciago si appresta ad aprire la nuova stagione teatrale presso il centro polifunzionale “La Campanella”, sabato 26, con lo spettacolo la “Chimera” tratto dall’omonimo romanzo di Sebastiano Vassalli, vincitore del premio Strega nel 1990.

In scena alle ore 21, la Chimera vedrà l’interpretazione della tanto apprezzata Lucilla Giagnoni e la regia di Paolo Rota per raccontare la storia di Antonia, che nel 1610 viene processata e condannata per stregoneria.

Perché la Chimera?
L’attrice protagonista Lucilla Giagnoni racconta, in una nota sul comunicato stampa T.N.T. Tutti Nei Teatri, i motivi che l’hanno spinta ad affrontare il lavoro sul personaggio di Antonia. “Da circa sei anni, - racconta la protagonista - con gli spettacoli “In risaia”, “Nudo su paesaggio”, “Atlante” realizzati con Bruno Macaro, sto cercando di comprendere e raccontare le ragioni delle trasformazioni del paesaggio che mi circonda, della terra dove vivo: la terra di risaia.  È un paesaggio duro e apparentemente senza volto, dove la bellezza non è di casa. Il rassegnarsi al brutto s’infiltra come la malaria nel sangue e nelle anime degli uomini, nelle costruzioni dei paesi, nelle trasformazioni delle città, nel parlare quotidiano che raramente è pronto al sorriso.
Perché? Perché il resto di quell’arlecchino di popoli misti che è l’Italia, le proprie tragedie le canta? Forse le esalta, o, forse, diluisce il sangue versato con lazzi e smorfie, ma perché il resto d’Italia ama comunque cantare, recitare, far ridere, farsi vedere, offrire al mondo se stesso? Perché noi, gente di pianura, no? Perché?
Si può continuare a vivere in una terra che preferisce non raccontare di sé?
Afa, zanzare e nebbie; posso continuare a vivere in una terra che può trasformarsi con poco nell’anticamera dell’inferno?
Calvino ci dice nelle sue “Città invisibili” che ci sono due modi per non soffrire dell’inferno: “il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo (..)  cercare ciò che in mezzo all’inferno non è inferno e farlo durare e dargli spazio.”
Il fatto è che ogni tanto, quasi un miracolo,  salta fuori una storia. Una storia che mi fa guardare fuori della finestra con occhi diversi, una storia che mi “in –canta”.
“Chimera” è la storia di una donna che, cercando di fuggire dall’inferno, ci è finita dentro:  una storia molto bella,  troppo, per non raccontarla.

Lucilla Giagnoni ha iniziato in gioventù a frequentare la Bottega di Gassman a Firenze dove ha incontrato e lavorato con lo stesso Gassman, Paolo Giuranna e con la grande attrice francese Jeanne Moreau. Dal 1985 al 2002 quasi tutto il suo lavoro si é concentrato sull'attività del TEATRO SETTIMO, la compagnia teatrale torinese diretta da Gabriele Vacis. Non solo attrice di teatro, ma anche attrice di cinema ha recitato con Franco Piavoli nel film "Nostos" e con Giuseppe Bertolucci nel film "Il dolce rumore della vita", con Marco Ponti nel film “A/R andata e ritorno”. È autrice di diverse trasmissioni radiofoniche e televisive in RAI dove ha partecipato a “Teatri alla radio”  un progetto di teatro radiofonico diretto da Luca Ronconi.

Gianfranco Lagonigro

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